Il panorama delle criptovalute è in fermento per il CLARITY Act, una legislazione destinata a influenzare significativamente il modo in cui le aziende crypto offrono rendimenti sugli asset digitali. Sebbene il testo finale, pubblicato da CoinDesk, miri a tracciare una linea più chiara tra i prodotti di rendimento crypto e i depositi bancari tradizionali, ha suscitato una reazione mista da parte degli operatori del settore.
Uno dei compromessi chiave dettagliati nell'Atto richiede alle aziende di spostare i loro programmi di ricompensa da un modello "compra e tieni" a un approccio "compra e usa". Ciò significa che la semplice detenzione di una criptovaluta per ottenere rendimenti potrebbe essere limitata, incoraggiando un coinvolgimento più attivo con gli asset digitali. Tuttavia, sono state sollevate preoccupazioni dalla Crypto Community Initiative (CCI) riguardo al divieto generale di determinate pratiche.
Nonostante queste preoccupazioni, l'industria crypto, in generale, ha appoggiato il compromesso sui rendimenti del CLARITY Act e sta sollecitando la Senate Banking Committee per una markup. Il testo del disegno di legge, come riportato da CoinDesk, consente alle aziende crypto di offrire premi sulle stablecoin, ma con delle clausole volte a differenziarli dai prodotti di rendimento bancario. Nello specifico, l'Atto impedisce alle aziende crypto di offrire rendimenti su stablecoin che assomiglino da vicino ai depositi bancari, pur consentendo transazioni "bona fide".
Alex Thorn, responsabile della ricerca presso Galaxy Digital, prevede un aumento dell'opposizione da parte dell'industria bancaria tradizionale a seguito di queste disposizioni finalizzate. Ciò suggerisce una potenziale battaglia in salita per il passaggio dell'Atto, poiché le istituzioni finanziarie consolidate potrebbero cercare di sfruttare la loro influenza.
Interessante notare che, anche nel mezzo di queste discussioni legislative, alcuni leader del settore rimangono ottimisti sulla resilienza del settore. Chris Perkins, un dirigente crypto, ha dichiarato che l'industria crypto andrà "benissimo" anche se il CLARITY Act non dovesse passare. Ritiene che gli sforzi in corso da parte dei presidenti della SEC e della CFTC indichino che l'industria può affrontare sfide potenziali senza questa specifica legislazione.
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